La mandorla nella confetteria

Storia dei Confetti

La tradizione dei confetti risale ai Romani che erano soliti usarli per festeggiare unioni e nascite, utilizzando il miele al posto dello zucchero, che fu portato dagli arabi in Europa solo nel 700 d.c..

La fabbricazione dei confetti moderni, iniziò a Sulmona nel XV secolo, secondo testimonianze che si trovano presso l’archivio di quel Comune in documenti datati 1492 — 1493.

Assieme alla cultivar Fascionello, la Pizzuta d’Avola è la più ricercata sul mercato nazionale e internazionale della confetteria, costituendo l’indiscusso prodotto di alta gamma per la sua forma appiattita e ovale, che permette allo zucchero di modellarsi perfettamente su di essa, rendendo i confetti teneri e fragranti.

I confetti realizzati con altre mandorle, e specialmente con quella californiana, sono diversi non solo nella forma – più tondeggiante – ma nella qualità più scadente. Le mandorle californiane, infatti, sono ottenute con metodi industriali (forzature irrigue e chimiche, raccolta anticipata, asciugatura artificiale), che consentono alte rese a scapito, però, del gusto, della fragranza e della salubrità, in quanto spesso affette da aflatossine.

Lavorazione dei Confetti

Per ottenere i confetti vengono utilizzate delle caldaie, preferibilmente in rame o acciaio, dette bassine, in continua rotazione, dove vengono lavorate le mandorle con lo zucchero. Di origine più recente è la colorazione esterna (rosa o azzurro per la nascita, rosso per la laurea, argento per le nozze d’argento, dorati per le nozze d’oro, bianchi per i sacramenti).

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